Mese: novembre 2012

Quanto si può soffrire a sei anni?

jerseyQuanto si può soffrire a sei anni? A Bentonville, Arkansas, una bambina di sei anni è stata trovata morta in una casa abbandonata nello stesso quartiere, dove viveva con la mamma. Viveva sola con la mamma perché il padre era in carcere. Jersey, questo il suo nome, fino all’anno scorso, viveva con il padre e la seconda moglie. Fin quando sono stati arrestati. Entrambi. Incatenavano Jersey al comò, quando andavano a dormire. Dormiva a terra. Incatenata.

Zachary Holly, 28 anni, è stato arrestato per omicidio della piccola Jersey. Era il suo vicino di casa, il suo babysitter, la sera, quando la mamma andava a lavorare. Una storia triste, di una bimba di 6 anni che nella sua breve vita ha conosciuto troppi “orchi”.

La violenza su minori non è quasi mai opera di un «orco» sconosciuto.

Nella maggior parte dei casi gli abusi sessuali sono commessi da persone appartenenti al nucleo familiare: padri, madri, nuovi conviventi/coniugi, fratelli/sorelle, nonni e altri parenti, negli altri casi si tratta di soggetti esterni alla famiglia ma comunque conosciuti, insegnanti, amici di famiglia e vicini di casa.

La pedofilia è una brutta cosa, è impossibile riconoscere un pedofilo per come si presenta, mentre è certamente più semplice aiutare i bambini ed insegnar loro a riconoscere e ad allontanarsi da situazioni rischiose.

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I figli sono tutti uguali.

 

I figli nati fuori dal matrimonio non avevano  parentela, non avevano fratelli, sorelle, zii, cugini. Tanto è vero che quando venivano a mancare i genitori si apriva un processo di adozione.

Fino ad oggi.

Oggi è stata approvata la legge che equipara i figli legittimi a quelli naturali. Assicurato per tutti i figli, dunque, il vincolo di parentela, come stabilito dall’articolo uno della legge, nel quale si stabilisce che “la parentela è il vincolo tra le persone che discendono da uno stesso stipite, sia nel caso in cui la filiazione è avvenuta all’interno del matrimonio, sia nel caso in cui è avvenuta al di fuori di esso, sia nel caso in cui il figlio è adottivo”. Auguri a tutti i nonni, zii e cugini che da oggi hanno visto riconosciuto il vincolo di parentela con i bimbi nati fuori dal matrimonio. I figli sono tutti uguali.

25 Novembre Giornata contro la violenza sulle donne.

La morte di una donna non arriva inaspettata ma è l’ultimo atto di violenze avvenute nel tempo. Le donne non denunciano perché vivono in un contesto culturale maschilista dove la violenza in casa non è sempre percepita come un crimine. Dove le vittime sono economicamente dipendenti dai responsabili della violenza e dove non si ha la percezione che le risposte fornite dallo Stato siano appropriate. Uno stato che ti protegga.

Femminicidio – cioè omicidi compiuti da uomini che uccidono le donne in quanto tali – sono crimini di Stato.Uno stato incapace di prevenire, proteggere e tutelare la vita delle donne.

Chiediamo al governo italiano “una immediata ratifica della convenzione di Istanbul del 2011 per la prevenzione e il contrasto della violenza contro le donne e sulla violenza domestica; di stabilire un sistema appropriato di raccolta di dati su tutte le forme di violenza contro le donne, e i suoi costi sociali, in maniera coordinata tra tutti i ministeri competenti, l’Istat, Dire e le organizzazioni della società civile che operano sul tema con un approccio di genere; di rafforzare il coordinamento e lo scambio di informazioni tra magistratura, polizia, assistenti sociali, operatori della salute mentale e sanitari che vengono in contatto con situazioni di violenza sulle donne; di assicurare che i tempi di prescrizione siano più lunghi per i procedimenti penali relativi ai reati di stalking e agli abusi in famiglia; di colmare i vuoti normativi in materia di affido condiviso, attraverso la previsione di misure per la protezione di donne e minori vittime di violenza domestica diretta o assistita; di assicurare che tutti coloro che sono coinvolti nel settore del contrasto alla violenza sulle donne siano formati su tale argomento (assistenti sociali, operatrici e operatori sanitari, giudici, avvocate e avvocati, forze dell’ordine) ; di provvedere finanziamenti certi e continui nel tempo per le case rifugio esistenti ed i centri antiviolenza che lavorano con un approccio di genere; di prevedere programmi di educazione per le scuole e le università, sull’identità di genere, la sessualità consapevole, la decostruzione degli stereotipi e al contrasto della violenza; di formare giornaliste e giornalisti sui temi della violenza contro le donne e all’uso di un linguaggio appropriato per divulgare le informazioni sugli episodi relativi alla violenza di genere e alle discriminazioni.”CEDAW

 

 

Non avere paura

Perché le scelte di vita, volontarie o obbligate, diverse dalle tue devono spaventarti?

Vivi in un mondo tutto tuo se non vedi cosa succede intorno.

La nostra è una società sempre più complessa dove sono presenti una pluralità di modi di vivere, di relazioni anche affettive. Bisogna rispettare le diversità di esigenze sociali e umane con grande spirito di laicità nel rispetto del pluralismo.

Lo scopo dell’istituzione del registro delle unioni civili non è quello di promuovere uno stile di vita a discapito di un altro, ma di fare in modo che determinati scelte di vita, volontarie o no, non siano invalidanti per una condizione di vita normale.

Al settembre scorso i comuni italiani che hanno istituito il registro delle unioni civili erano 92.

La questione delle coppie di fatto è delicata. Il dibattito non potrà che essere laico.

Il cardinale Carlo Maria Martini: «Non condivido le posizioni di chi, nella Chiesa, se la prende con le unioni civili» «Se alcune persone, di sesso diverso oppure dello stesso sesso, ambiscono a firmare un patto per dare una certa stabilità alla loro coppia perché vogliamo assolutamente che non lo sia?».

Chi è contrario adduce numerose obbiezioni, abbastanza ridicole, ma rendono bene l’idea di quale sia il livello di chi si oppone ai diritti dei cittadini.

La Costituzione della Repubblica Italiana

Art. 2

La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.

Art. 3

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

 

L’art. 2 Cost. tutela tutte quelle forme associative che si sviluppano nella realtà sociale in vista della piena realizzazione degli individui attraverso il godimento dei diritti inviolabili, mentre l’art. 3 può essere letto come un vincolo giuridico affinché le unioni non sancite dal matrimonio non vengano ingiustificatamente discriminate rispetto ai legami coniugali.

 

Tema. Descrivi un componente della tua famiglia.

Io sono molto affezionata alla mia mamma. Si chiama Marina, ha i capelli biondi, gli occhi castani e non è molto alta. Mi vuole molto bene, la cosa che ci piace fare insieme è lo shopping. Mi accontenta sempre, quasi ogni cosa che le chiedo. Anch’io le voglio tantissimo bene e oltre allo shopping amiamo fare sport insieme: d’estate, quando non vado a scuola, andiamo spesso al campo ad allenarci. Infatti siamo sempre in forma. Si veste quasi sempre sportiva, però ci mette tempo per truccarsi e prepararsi. Sui vestiti abbiamo quasi gli stessi gusti, perciò quando facciamo shopping, non discutiamo quasi mai su cosa comprare. Il suo carattere è bellissimo:è simpaticissima, molto divertente e sempre scherzosa .

E’ una madre stupenda ,e dolce, ma soprattutto quando sono triste, mi conforta sempre. Lei mi vuole un mondo di bene e anch’io gliene voglio, insomma è una mamma fantastica.

Il ”non è molto alta”… È ampiamente perdonabile dalle cose meravigliose che ha scritto la mia piccola…il mio grande amore!!    

 

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kris

Le donne si scontrano contro un muro

Le donne si scontrano  contro un muro quando cercano di avvicinarsi alla politica attiva.

Si tratta di un retaggio storico culturale che ha sempre visto gli uomini come i protagonisti della gestione dello Stato. Non dimentichiamo che il suffragio universale è stato introdotto nel nostro paese solamente nel 1946. Secondo i sondaggi più di un terzo delle donne italiane non si interessa affatto alla politica ed un altro terzo se ne interessa poco o la trova di difficile comprensione. Partendo da questi dati, si deve intervenire avvicinando le donne a comprendere i meccanismi della politica attraverso dei percorsi formativi che sostengano la loro partecipazione ed il loro coinvolgimento diretto.

Gli organi di governo a vari livelli,  dovranno valutare la possibilità di compensare questo squilibrio partecipativo attraverso leggi elettorali equilibrate. Si tratta di una tematica attuale e delicata, su cui anche l’Unione Europea ci spinge a riflettere. L’assenza femminile è uno spreco del capitale sociale, culturale, umano e soprattutto di competenze. perché, malgrado la presenza nelle liste, le donne non sono votate e quindi non elette,bisogna individuare i comportamenti che possano portare all’elezione effettiva di un maggior numero di donne.

L’art. 51 Cost. : Tutti i cittadini dell’uno o dell’altro sesso possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza, secondo i requisiti stabiliti dalla legge .A tale fine la Repubblica promuove con appositi provvedimenti le pari opportunità tra donne e uomini.

Gli strumenti normativi da soli non sono infatti sufficienti ad indurre cambiamenti che, sotto molti profili, sono culturali e spesso anche pratici poiché molti sono gli ostacoli che concretamente impediscono alle donne di affacciarsi con le stesse possibilità degli uomini al mondo della politica.

Al fine di comprendere le ragioni della rilevata scarsa presenza, o spesso assenza, delle donne all’interno degli organi rappresentativi ,appare fondamentale porre attenzione, per quanto ciò è possibile, a quanto avviene all’interno dei partiti politici. L’’assenza di un collegamento reale con la base elettorale, nella fase della scelta delle candidature,  incrina proprio la funzione democratica dei partiti.

L’odore caratteristico dei corpi morti.

Nel 2004  scompaiono da Castel Volturno due donne .Madre e figlia, Maria Belmonte e Elisabetta Grande, nessun motivo per cui credere ad un allontanamento volontario, nessun movimento bancario che avvalorasse questa ipotesi, nessuna denuncia dal rispettivo marito ed ex marito, eppure per sette anni nessuno ha cercato, nessuno ha fatto domande. Le donne non sono invisibili soltanto da vive, anche da morte. Possono ucciderci e tenerci in un intercapedine della nostra casa per anni, e nessuno si chiederà nulla. Chi resta può camminare sui nostri corpi in decomposizione, può mangiare e dormire convivendo con l’odore caratteristico dei corpi morti. Parlare tutti giorni con quel che resta del nostro scheletro. Nessuno verrà a bussare alla nostra porta.

 E’ davvero importante che tutti si mobilitino in difesa delle donne.

Vorrei che non ci si fermasse alle parole.

Nel 54% dei casi di femminicidio, l’autore è stato un partner o ex partner e in solo il 4% dei casi era un autore sconosciuto alla vittima.

NUMERI UTILI DI EMERGENZA

1522 – Antiviolenza Donna
Il numero di pubblica utilità 1522, attraverso il call center, offre sostegno psicologico e giuridico alle vittime di violenza intra ed extrafamiliare, fornendo loro un primo aiuto e indirizzandole verso le strutture pubbliche e private presenti sul territorio

114 – Emergenza infanzia
E’ un numero di emergenza, gestito da Telefono Azzurro, al quale rivolgersi tutte le volte che un bambino o un adolescente è in pericolo. Il Servizio è gratuito ed è attivo in tutta Italia 24 ore su 24 ogni giorno dell’anno. Offre assistenza in casi di emergenza e trauma che possono nuocere allo sviluppo psico-fisico dei bambini e degli adolescenti, anche attraverso la collaborazione con i servizi locali

800 300 558 – Contro le Mutilazioni Genitali Femminili

L’attivazione del Numero Verde rappresenta uno degli strumenti principali per sensibilizzare e far conoscere il fenomeno delle mutilazioni genitali femminili, da molti ancora ignorato, per prevenire, contrastare e reprimere pratiche che violano i diritti fondamentali dell’integrità della persona e della salute di donne e bambine

800 901010 – Antidiscriminazioni razziali
Il Numero verde Antidiscriminazioni razziali, attraverso un contact center, fornisce informazioni, orientamento e supporto alle vittime delle discriminazioni

800 290290 – Antitratta

Il progetto è uno degli interventi messi in campo dal Dipartimento per le Pari Opportunità per la protezione sociale delle vittime della tratta.