Il terremoto ai tempi di Facebook

Castrovillari. Abbiamo tutti lo sguardo vuoto di chi assiste impotente ad un terremoto senza fine.

Viviamo la cronicizzazione della paura, che diventa angoscia quando l’evento sismico non si esaurisce in tempi brevi, ma si protrae molto nel tempo.

Ci sentiamo impotenti davanti alla natura, senza possibilità d’intervento alcuno, Il terremoto genera un panico superiore a quello scatenato da altre esperienze naturali perché rimette l’uomo di fronte a questa evidenza d’incontrollabilità.

La casa, il luogo più sicuro fino a qualche mese fa, diventa un luogo ostile, ne studi ogni piccola crepa, ogni scricchiolio insolito. Adoravo vivere in un vecchio palazzo, affascinata dalla sua storia, le sue mura spesse, le sue travi di legno, adesso guardi tutto con altri occhi.

Prima di addormentarci un salto su twitter per controllare l’andamento delle scosse su INGV, per poi decidere come passare la notte: sul divano, sul letto ma vestite, borsa d’emergenza sempre pronta, parcheggia la macchina lontano dagli edifici, e ripetiti di mantenere la calma in caso di scossa e di non scappare fuori di corsa, le scale possono essere pericolose… ma quando arriva la scossa, riuscirai a comportarti nel modo giusto? La scossa del 26 ottobre ci ha svegliato nel mezzo della notte, e l’unica cosa cui ho pensato è stata di prendere mia figlia e scappare.

Noi la scossa, quella forte la stiamo aspettando, sappiamo arriverà, anche se nessuna autorità lo dice chiaramente, ma si sottintende in tutti i loro discorsi, o forse lo leggiamo solo noi tra le righe.

Facebook è diventata lo strumento ideale, dove riversare emozioni e sentimenti, luogo dove esorcizzare le nostre paure. Leggendo lo stato dei tuoi amici provi a pensare di non essere sola con il terremoto.

Annarita Ribezzo:

“ La certezza che avevo prima del 26 ottobre 2012 era che nella mia casa non mi potesse mai capitare nulla di brutto!Invece da quella maledetta notte non è stato più così!L’impotenza davanti alla natura che si ribella, l’angoscia che pervade i tuoi pensieri, l’ansia che accompagna le tue nottate fanno da padrona ……. vedere negli occhi delle persone con cui parli lo stesso tuo terrore,credo non si possa lontanamente immaginare se non si è vissuto un terremoto!Le giornate passano così,senza troppi programmi,quasi in automatico!Ti informi ,ti confronti,ne parli e ne riparli quasi come ad elaborare un lutto….Cerchi di distogliere il tuo pensiero,ma x forza di cose,la tv che ne parla,un’amica che ti chiama da Mormanno,un’altra che posta delle foto ti fanno ripiombare nella paura!Poi ti dici a gran voce:BASTA ,è stato brutto,ma è andata bene e riprendi,per quanto possibile la tua quotidianità,con l’orecchio sempre”attento”,fino a quando madre natura,in questo caso matrigna, fa risentire la sua voce x niente dolce…..”

  Marilena Vincelli:

“ore 01:05… 26.10.2012… mg 5,0
Undici secondi interminabili, black-out, tutto sembrava irraggiungibile. Mia figlia, con la voce della paura: <<Mamma, mamma, aiutami non riesco a venire da te>>.
Poi, un abbraccio per rassicurarla che tutto era passato.
Da quel giorno, per noi due, il nostro letto è un divano, e la notte….. nostra nemica.”

 

La notte è più difficile, le forti scosse le abbiamo sempre sentite di notte, la mattina riprendi la tua vita normale, anche se ogni tanto di fermi a pensare ai bambini a scuola, saranno al sicuro? Ti rendi conto che bisogna tornare alla normalità e durante il giorno ci riusciamo.

La notte è più difficile.

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2 pensieri su “Il terremoto ai tempi di Facebook

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