25 Novembre Giornata contro la violenza sulle donne.

La morte di una donna non arriva inaspettata ma è l’ultimo atto di violenze avvenute nel tempo. Le donne non denunciano perché vivono in un contesto culturale maschilista dove la violenza in casa non è sempre percepita come un crimine. Dove le vittime sono economicamente dipendenti dai responsabili della violenza e dove non si ha la percezione che le risposte fornite dallo Stato siano appropriate. Uno stato che ti protegga.

Femminicidio – cioè omicidi compiuti da uomini che uccidono le donne in quanto tali – sono crimini di Stato.Uno stato incapace di prevenire, proteggere e tutelare la vita delle donne.

Chiediamo al governo italiano “una immediata ratifica della convenzione di Istanbul del 2011 per la prevenzione e il contrasto della violenza contro le donne e sulla violenza domestica; di stabilire un sistema appropriato di raccolta di dati su tutte le forme di violenza contro le donne, e i suoi costi sociali, in maniera coordinata tra tutti i ministeri competenti, l’Istat, Dire e le organizzazioni della società civile che operano sul tema con un approccio di genere; di rafforzare il coordinamento e lo scambio di informazioni tra magistratura, polizia, assistenti sociali, operatori della salute mentale e sanitari che vengono in contatto con situazioni di violenza sulle donne; di assicurare che i tempi di prescrizione siano più lunghi per i procedimenti penali relativi ai reati di stalking e agli abusi in famiglia; di colmare i vuoti normativi in materia di affido condiviso, attraverso la previsione di misure per la protezione di donne e minori vittime di violenza domestica diretta o assistita; di assicurare che tutti coloro che sono coinvolti nel settore del contrasto alla violenza sulle donne siano formati su tale argomento (assistenti sociali, operatrici e operatori sanitari, giudici, avvocate e avvocati, forze dell’ordine) ; di provvedere finanziamenti certi e continui nel tempo per le case rifugio esistenti ed i centri antiviolenza che lavorano con un approccio di genere; di prevedere programmi di educazione per le scuole e le università, sull’identità di genere, la sessualità consapevole, la decostruzione degli stereotipi e al contrasto della violenza; di formare giornaliste e giornalisti sui temi della violenza contro le donne e all’uso di un linguaggio appropriato per divulgare le informazioni sugli episodi relativi alla violenza di genere e alle discriminazioni.”CEDAW

 

 

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