Mese: gennaio 2013

Io vado a votare

Quelle che seguono sono le testimonianze di alcune note scrittrici a proposito della loro prima esperienza di voto, pubblicate su Mercurio, mensile di
politica, lettere, arte e scienze, n. 27-28,
novembre-dicembre 1946.

… Alba De Céspedes
Né posso passare sotto silenzio il
giorno che chiuse una lunga e
difficile avventura, e cioè il giorno
delle elezioni. Era quella
un’avventura cominciata molti anni
fa, prima dell’armistizio, del 25
luglio, il giorno – avevo poco più di
vent’anni – in cui vennero a
prendermi per condurmi in
prigione. Ero accusata di aver detto
liberamente quel che pensavo. Da
allora fu come se un’altra persona
abitasse in me, segreta, muta,
nascosta, alla quale non era
neppure permesso di respirare. È
stata sì, un’avventura umiliante e
penosa. Ma su quel segno in croce
sulla scheda mi pareva di aver
disegnato uno di quei fregi che
sostituiscono la parola fine. Uscii,
poi, liberata e giovane, come
quando ci si sente i capelli ben
ravviati sulla fronte.

… Maria Bellonci
Anche per me, come per tutti gli
scrittori, e come per tutti quelli che
sono avvezzi a mettere
continuamente se stessi al
paragone delle cose, gli
avvenimenti più importanti di
quest’anno 1946 sono fatti
interiori; ma è un fatto interiore – e
come – quello del 2 giugno quando
di sera, in una cabina di legno
povero e con in mano un lapis e
due schede, mi trovai
all’ improvviso di fronte a me,
cittadino.
Confesso che mi mancò il cuore e mi
venne l’impulso di fuggire. Non
che non avessi un’idea sicura, anzi;
ma mi parvero da rivedere tutte le
ragioni che mi avevano portato a
quest’idea, alla quale mi pareva
quasi di non aver diritto perché
non abbastanza ragionata,
coscienziosa, pura. Mi parve di
essere solo in quel momento
immessa in una corrente limpida
di verità; e il gesto che stavo per
fare, e che avrebbe avuto una
conseguenza diretta mi
sgomentava. Fu un momento di
smarrimento: lo risolsi
accettandolo, riconoscendolo; e la
mia idea ritornò mia, come
rassicurandomi.

… Anna Banti
Quanto al ’46 e a quel che di
“importante” per me, ci ho visto e
ci ho sentito, dove mai ravvisarlo
se non in quel due giugno che,
nella cabina di votazione, avevo il
cuore in gola e avevo paura di
sbagliarmi fra il segno della
repubblica e quello della
monarchia? Forse solo le donne
possono capirmi: e gli analfabeti.
Era un giorno bellissimo, si votava
in vista di un giardino dove i
bambini giocavano fra i grandi che,
calmi e sorridenti, aspettavano,
senza impazienza, di entrare. Una
riunione civilissima; e gli elettori
eran tutti di campagna, mezzadri e
manovali. Quando i presentimenti
neri mi opprimono, penso a quel
giorno e spero.

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Facciamo quattro chiacchiere, Signora – Anche lei! di G. Guareschi, 7 aprile 1946.

…Signora, stando così le cose, lo sa
lei, per chi voterà mia moglie?
Glielo dico io: esaurita la serie, mia
moglie concluderà che sono tutta
gentaccia e non voterà per nessuno.
E ciò è male, signora mia, perché
oggi è un dovere esercitare il proprio
diritto di voto. Ma mia moglie finirà
così perché le riesce più facile cercare
la verità fuori, anziché in se stessa. La
verità, signora, sta in noi.
Signora mia, lo sa perché insisto?
Perché io voglio che anche lei voti. E
non che voti per chi voterò io; mi
interessa che voti, che prenda
insomma la sua parte di
responsabilità.
Così domani, lei, incontrandomi,
non mi dirà più come erano solite
dire le donne quando le cose
andavano male: – Bel pasticcio che ci
avete combinato voi uomini!
Signora, oggi siamo uguali e la sua
brava parte di responsabilità se la
deve prendere anche lei. Anche qui le
donne debbono dare una mano agli
uomini: il sesso forte deve aiutare il
sesso debole.
Grazie signora, a nome di tutto il
sesso debole.
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FARE POLITICA

Per me fare politica è mettere a disposizione il proprio tempo, la propria intelligenza, la propria storia, sviluppare conflitti, avviare confronti, partecipare alle riunioni, sensibilizzare la gente sugli obiettivi individuati, manifestare e volantinare, organizzare eventi e sollecitare nuove battaglie,  occuparsi e preoccuparsi delle forme di rappresentanza, avere cura delle relazioni umane ancor prima di quelle politiche, conoscersi e incontrarsi perché consapevoli che solo nella collegialità possono nascere il senso di appartenenza e la voglia di cambiamento, riscoprire che gli altri siamo prima di tutto noi stessi, continuare a conservare i propri valori, abbracciare collettivamente nuovi ideali, apprendere dagli altri.

A Reggio Calabria

Venerdì 11 gennaio. Si parte per Reggio Calabria, tre pullman da Castrovillari e uno da Frascineto. Appena partiti arriva primo twitter di Scopelliti in risposta al mio.

Io: “Domani saremo tutti a Reggio Calabria. Scopelliti ci riceverà?”

Scopelliti: ”Purtroppo non ci sarò. Alla prossima.”

Io: “E il consiglio? Alla prossima?? Al senato?

Scopelliti: “A Roma. Non al Senato: Anche lei vorrebbe spedirmi lì?”

Io: dia disposizione per far entrare delegazione…piove a RC !!

Scopelliti: “ Ho dato disposizioni ai miei collaboratori”

Quando la delegazione composta dai sindaci del territorio e da alcuni consiglieri comunali, era appena entrata grazie, credo, all’invito dell’On. Gallo, un funzionario della Regione (poi ho scoperto che è un ex calciatore del Castrovillari negli anni ’80) mi cerca fuori e mi dice di essere stato avvisato dal Presidente di accompagnarmi nei suoi uffici. Una gentilissima segretaria mi ha messo in comunicazione con l’assistente di Scopelliti, cui ho spiegato il motivo della nostra presenza e lotta. Lei mi ha ribadito che il Presidente era stato trattenuto a Roma,ma che poteva convocare il direttore generale Zoccali. Con il funzionario siamo scesi nella sala dove, intanto, si erano riuniti I sindaci e i consiglieri, in attesa del presidente della commissione sanità. Ho chiesto al nostro Sindaco Mimmo Lo Polito se poteva essere interessante per lui parlare con Zoccali, a sua risposta affermativa, ho chiesto al funzionario di invitare il Direttore. Stavo per lasciare l’aula, in quanto il mio far da tramite era finito, ma ,carinamente, il nostro Sindaco mi ha permesso di assistere alla riunione .Al tavolo della discussione partecipavano il presidente della commissione sanità Salerno, il direttore generale Zoccali, l’On. Adamo, l’On.Guccione, l’On. Principe, il Sindaco di Castrovillari, di Morano, di Frascineto, di Acquaformosa, San Basile, i consiglieri provinciale Riccardo Rosa e Piero Vico, i consiglieri comunali D’atri, Laghi, Rende, D’Ingianna.

La proposta che è uscita dalla riunione è stata quella di convocare un tavolo tecnico ristretto con il Dott. Scarpelli dell’Asp di Cosenza, il sindaco Lo Polito,  i tecnici della Regione e il Presidente Scopelliti.

Ospedale Spoke Castrovillari

Il 18 Novembre durante il Congresso del suo partito, l’Udc, il Sen. Gino Trematerra annunciava la firma del decreto che  rende l’ospedale di Acri, Ospedale Spoke con Castrovillari. Ha spiegato che Acri – Castrovillari, Rossano – Corigliano e Paola – Cetraro saranno i tre Ospedali Spoke della provincia di Cosenza. Dobbiamo ritenere che il Senatore abbia doti di preveggenza, perché il decreto è stato firmato da Scopelliti il 20 Dicembre e pubblicato il 24. Oppure dobbiamo pensare che ci sia stato un certo tipo di comunicazione tra di loro. Ricordiamo che il Senatore non si occupa di Sanità nel suo ruolo istituzionale ma Agricoltura, e Scopelliti è il Commissario per la Sanità in Calabria. Una richiesta esplicita di Trematerra per il voto di bilancio, così si vocifera tra la componente PdL locale. Oppure un semplice, classico, patto politico per salvare la faccia dei Trematerra in vista delle elezioni amministrative ad Acri, o delle politiche. Qualunque sia il motivo, il risultato è questo obbrobrioso Decreto di accorpamento tra due ospedali che distano 70 km, infarcito di menzogne e inesattezze. Come quella dell’impossibilità per la struttura di  Castrovillari di avere la disponibilità di altri posti letto. Ci sono intere ali inutilizzate del nostro ospedale. Scopelliti porta avanti la linea della rassicurazione: ”Non cambierà nulla”, ma allora ci si chiede qual la necessità di adottare tale decreto?Porterà svantaggi ad entrambe le cittadine calabresi, e nessun vantaggio economico. 154519_4562306328359_2067760569_nCredo che Scopelliti ci sottovaluti e offenda la nostra conoscenza dei “politici”. Adesso, magari, non cambierà nulla ma tra qualche mese chi ci assicura che nessun reparto sarà spostato?Abbiamo l’esempio di Rossano-Corigliano. Non credo ritirerà spontaneamente il decreto, il nostro Governatore, almeno a leggere i suoi twett…. l’undici si andrà al Consiglio Regionale a Reggio, dobbiamo essere in tanti, dimostriamo che l’intero territorio c’è.

preti e social

Castrovillari. La vigilia di Capodanno l’amministrazione Comunale ha voluto regalare qualcosa di diverso alla città, non diverso in assoluto, diverso per noi, infatti, elevato, era lo scetticismo sulla buona riuscita della serata. Due concerti dalla mezzanotte alla mattina per passare tutti insieme l’anno nuovo n piazza. Tutti. Il Sindaco, i consiglieri, assessori, e tanti cittadini. Contro ogni previsione negativa la serata è riuscita. Atmosfera giusta. Musica apprezzata. Il giorno dopo pubblico sul social network le foto della serata, una in particolare ritraeva i miei amici Antonio Pandolfi e Rossana Di Maio, che presentavano la serata. Iniziano due giorni di commenti assurdi da parte del Parroco del Santuario della Madonna del Castello, un sacerdote psicoterapeuta ed esorcista, che inveisce sulla nostra presenza ai festeggiamenti, riportandoci indietro in atmosfere medioevali, riporto le sue dichiarazioni:

“Anche tu appartieni alla Congrega dei similacri senza anima? Non serve a nessuno cavalcare la dimensione dell’apparire e della visibilità a tutti i costi. non foras ire intus redi! don carmine minor”

“Ti ripeto ancora una volta: intus redi e capirai, torna alle sorgenti vere e alle tradizioni che davano senso e spessore alla vita nel quotidiano. don carmine minor”

La mia risposta: festeggiare il capodanno è contro i dettami della chiesa?eppure c’era un prete ad ascoltare il concerto. ed anche in buona compagnia… l’ipocrisia della chiesa è spaventosa… ogni genere d’integralismo è pericoloso..

“Ma chi sei tu che ti permetti di pontificare ai quattro venti? guarda la tua ipocrisia e la trave che è nel tuo occhio. festeggiare il capodanno non è contro i dettami della chiesa o del Vangelo; il fatto è che facciamo spesso festa senza il Festeggiato. Sai che cosa è l’integralismo e se fossi proprio tu integralista? don carmine minor”

IO rispondo: “a don cà…io sono una semplice peccatrice…non ipocrita…vai a predicare da un’altra parte e non sulla mia bacheca..poi dicono che la gente si allontana dalla chiesa…voi chiudete le porte!!”” Spero tanto che Maria del Castello sia un troll ..un fake…ditemi che non è il vero Don Carmine….altrimenti siamo messi proprio male!! daiii…ci siamo cascati…si daiiiiiiiiiiii!!!!”

“poveretta non hai capito proprio niente! Se la gente si allontana dalla chiesa, non è sicuramente x colpa dei preti come me, ma x per i cristiani come te che non hanno nulla da dire a nessuno e che navigano sulla provvisorietà e che di cristiano forse non hanno nulla..”

IO rispondo: “poveretta sarai tu….io sono stata educata alla cristianità…infatti non mi riconosco in questa chiesa…finché non donerete le vostre ricchezze ai poveri…finché non smetterete di occuparvi delle leggi dello stato italiano…di noi donne..dei gay…preoccupatevi dei vostri problemi che ne avete abbastanza…e smetta di scrivere sulla mia bacheca !!!!”

Da lì..una serie di interventi a volte esilaranti..a volte sbigottiti…. tranne uno in difesa del Don. Da una persona molto vicina a lui.

Vorrei riflettere sulla presenza dei preti sul social, conoscevo don Gallo, Don Dino Pirri…con  sempre interventi equilibrati e aderenti alla realtà sia politica che sociale…quindi non sono contraria ai preti sui social, ma presenze di questo genere servono alla chiesa???Mi dicono che al Santuario si organizzano Messe molto interessanti prometto d’informarmi e di aggiornarvi. Il mio 2013 è iniziato così.