Mese: marzo 2013

TUTTO QUELLO CHE MI SERVE SAPERE Di Robert Fulghum

La massima parte di ciò che veramente mi serve sapere su come vivere, cosa fare e in che modo comportarmi l’ ho imparata all’ asilo. La saggezza non si trova al vertice della montagna degli studi superiori, bensì nei castelli di sabbia del giardino dell’infanzia. Queste sono le cose che ho appreso:
Dividere tutto con gli altri.
Giocare correttamente.
Non fare male alla gente.
Rimettere le cose al posto.
Sistemare il disordine.
Non prendere ciò che non è mio.
Dire che mi dispiace quando faccio del male a qualcuno.
Lavarmi le mani prima di mangiare.
I biscotti caldi e il latte freddo fanno bene.
Condurre una vita equilibrata: imparare qualcosa, pensare un po’ e disegnare, dipingere, cantare, ballare, suonare e lavorare un tanto al giorno.
Fare un riposino ogni pomeriggio.
Nel mondo, badare al traffico, tenere per mano e stare vicino agli altri.
Essere consapevole del meraviglioso.
Ricordare il seme nel vaso: le radici scendono, la pianta sale e nessuno sa veramente come e perché, ma tutti noi siamo così. I pesci rossi, i criceti, i topolini bianchi e persino il seme nel suo recipiente: tutti muoiono e noi pure.
Non dimenticare, infine, la prima parola che ho imparato, la più importante di tutte: GUARDARE. Tutto quello che mi serve sapere sta lì, da qualche parte: le regole Auree, l’amore, l’igiene alimentare, l’ecologia, la politica e il vivere assennatamente.
Basta scegliere uno qualsiasi tra questi precetti, elaborarlo in termini adulti e sofisticati e applicarlo alla famiglia, al lavoro, al governo, o al mondo in generale, e si dimostrerà vero, chiaro e incrollabile.
Pensate a come il mondo sarebbe migliore se noi tutti , l’intera umanità prendessimo latte e biscotti ogni pomeriggio alle tre e ci mettessimo poi sotto le coperte per un pisolino, o se tutti i governi si attenessero al principio basilare di rimettere ogni cosa dove l’ hanno trovata e di ripulire il proprio disordine.
Rimane sempre vero, a qualsiasi età, che quando si esce nel mondo è meglio tenersi per mano e rimanere uniti.

 

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Elezioni Capo dello Stato

Per eleggere il nuovo capo dello Stato, il Parlamento si riunisce in seduta comune. All’elezione partecipano tre delegati per ogni regione eletti dal consiglio regionale in modo che sia assicurata la rappresentanza delle minoranze. La Valle d’Aosta ha un solo delegato. Per le prime votazioni è necessaria la maggioranza dei due terzi dell assemblea. Dopodiché basta la maggioranza assoluta.

Alla Camera la coalizione che ha vinto il premio di maggioranza, Pd-Sel, ha 345 deputati. I suoi senatori sono 121. Il totale fa 466 voti nella assemblea che eleggerà il nuovo presidente. I delegati regionali sono complessivamente 58. Non sono ancora stati eletti. Ma dato che si conosce il colore politico delle maggioranze consiliari e tenendo conto del dettato costituzionale che impone la rappresentanza delle minoranze, si può concludere con ragionevole certezza che tra i 58 delegati 30 saranno di centrosinistra, 26 di centrodestra, uno del Movimento Cinque Stelle e uno della Valle d’Aosta. Fatti tutti i conti il totale dei voti di cui dispone la coalizione Bersani-Vendola per eleggere il nuovo presidente è 496. Senza contare i senatori a vita il corpo elettorale è di 1.003 grandi elettori. In conclusione, i voti di Pd-Sel, quindi, dopo il terzo scrutinio, con un’altra manciata di voti, sono sufficienti, anche se la speranza è una scelta di grandi numeri.

VOGLIAMO ESSERCI

Non sono sufficienti i meccanismi elettorali,bisogna agire dal basso partendo dalle sedi locali , dove le donne hanno

modo di crescere. I partiti dimostrino un maggior coraggio nel candidare donne,quelle donne che vivono attivamente

la società, aiutarle a sperimentarsi e a lanciarsi nell’esperienza politica.

Non ignorarle. Farle sentire invisibili.

Il raggiungimento della pari rappresentanza in politica non potrà che discendere da un insieme di fattori.

Fondamentale in questo senso è

l’atteggiamento dei partiti. Consentire alle donne di accedere da una stessa linea

di partenza, eliminando tutto ciò che impedisce il pieno raggiungimento

della parità. Tutti i fattori – strumenti elettorali, autoregolamentazione dei partiti, misure legislative e più in generale, un

nuovo approccio culturale – agiscano in sinergia così da realizzare

la parità di genere in politica,senza produrre un appiattimento

delle differenze di genere, ma consentendo a ciascuno, di offrire il proprio contributo .

Soprattutto, consentendo alle donne di salvaguardare la propria identità senza che, al contrario, per accedere ai luoghi decisionali, sia necessario negare le proprie specificità, adattandosi cioè a modalità maschili di gestione del potere.

5 marzo

Se tu fossi qui…oggi verremo a pranzo da te, apriresti la porta sorridendo, indossando il maglione di lana fatto da mamma, un bacio forte forte a tua nipote e via nella “piantagione” ad annaffiare le piante, ti avremmo regalato i pocket coffee, e tu avresti comprato la torta da Mariettina, e avresti mangiato tutto il centro lasciando i bordi. Invece non possiamo, non possiamo baciarti, ma possiamo pensarti e tenerti sempre nel cuore. Buon compleanno papà!