Mese: aprile 2015

Fare rete

“Fare rete, creare modelli innovativi, investire in cultura per incentivare il commercio
L’economia della cultura e l’economia del commercio. Due realtà che si uniscono in un percorso di riflessione e di elaborazione di modelli ispirati soprattutto al fare rete, attraverso la riqualificazione urbana, la rivalutazione degli spazi sociali e culturali e il coinvolgimento attivo di tutti i fili che costituiscono il tessuto urbano, bisogna valorizzare a pieno il territorio in tutte le sue diversità, complessità e unicità. Cultura e impresa non sono agli antipodi, non possono rappresentare due poli distanti e in contrasto, Quando si parla di cultura e impresa sembra che tra esse ci sia una sorta di incompatibilità, bisogna darsi una nuova organizzazione funzionale nella quale si possano evolvere liberamente le esperienze migliori per tutte le realtà cittadine. L’esigenza da parte delle città di reinventarsi, di adattarsi alle nuove politiche dell’economia e della cultura attraverso la pianificazione e la progettazione di soluzioni e azioni alternative con la collaborazione di urbanisti, artisti, commercianti e tutti i diversi attori che vogliono costituire una città “a misura di sostenibilità sociale”. Il cittadino diventa consumatore e produttore di idee, il coinvolgimento nella costruzione di realtà di successo deve partire dal basso per arrivare alla soddisfazione di esigenze concrete. Per il cambiamento, che generi anche un ritorno economico, devono essere attori tutti. E’ necessaria la partecipazione attiva degli operatori commerciali e culturali.”

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Perché voto Pd.

Perché voto Pd.
Per prima cosa, non ho tessere di partito, ma sono di csx ,e vorrei che le cose cambiassero in questo pd.
Vorrei un luogo dove si possa fare politica “per” e non “contro”, luoghi aperti a tutti e non a pochi intimi, dove confrontarsi e agire per il bene comune, un partito inclusivo, non luoghi chiusi e impermeabili ai mutamenti, trovare un modo per rafforzare l’unità del partito. Quell’unità, nel rispetto comunque delle diversità. Non mi piacciono i movimenti e la demonizzazione dei politici. Il PD è un partito grande, nel quale certo ci deve essere più pluralismo.
Il voto, questa volta, può essere manifestato nell’adesione di due candidati di differente genere, che sono certo mi rappresenteranno meglio di quanto avrei potuto fare se mi fossi candidata io.
Andranno persone capaci di rappresentare una sinistra moderna, innovativa, nelle intenzioni e lucida nella scelta degli obiettivi. Persone che hanno dimostrato di saper lavorare bene, di aver ottenuto grandi risultati. L’ultima obiezione la conosco bene: ma così fai vincere Lo Polito. Scusate, ma per me è più importante votare le persone che mi rappresentano, di una rivalità che non ho certo voluto.
Se il Pd sarà grande, non solo elettoralmente, anche politicamente, ci sarà bisogno di tutti.
Questo è quello che farò. E spero sia il progetto di tanti . Perché ci siano tanti in Consiglio come Giacomo, Bianca, Graziella, Francesca e altri, in grado di cambiare le cose. Senza perdere l’entusiasmo, però, per qualcosa che ancora possiamo sognare. In Europa, in Italia, a Castrovillari e anche in questo Pd.