Mese: ottobre 2015

Say no to ghosting

Le storie possono finire. Ma, allora, non è amore. È «solo» una passione che finisce. Il che non vuol dire che non si sia stati sinceri quando si diceva «ti amo». Vuol solo dire che non era quell’amore che resiste anche quando arriva la tempesta. Ci illudiamo. Confondiamo la passione con l’amore. Ciò che invece non succede è che l’amore finisca. Perché o si ama, e allora l’amore è per sempre, oppure non si ama. E allora prima o poi finisce tutto. L’importante è lasciarsi bene. Il tema del separarsi è difficile da elaborare, molti di noi tirano fuori la parte peggiore. Ci si potrebbe confrontare. I toni potrebbero anche essere accesi, ma la chiusura sarebbe liberatoria. E invece si sparisce, restando carichi di cose non dette. Sparire. Per non ferire, per non essere ferito. Tutti elementi che non lasciano liberi di riprendere la vita. È come se una parte di noi fosse sempre impegnata a rimuovere quel rapporto non ancora concluso. Rimuovere significa tenerlo lì, sospeso. Chi rompe i rapporti invece di chiuderli, scomparendo all’improvviso, non riesce mai a ripartire veramente. È molto meglio legittimare i motivi della propria decisione, così da non essere male interpretati. La fuga lascianoghosting il  rapporto aperto. Comunichiamo.

Le famiglie monoparentali

Le famiglie monoparentali sono composte per l’85% da mamme con uno o più figli, disoccupate anche a causa di precedenti scelte. Donne di 35-55 anni che si ritrovano a crescere uno o più figli con i soli alimenti o senza alcun sostegno. Serve una proposta di legge rivolta a queste famiglie che non hanno reddito, riconoscere una corsia preferenziale per dare sostegno. In particolare per le donne. Donne che chiedono di guadagnarsi da vivere con il proprio lavoro. Nell’ultimo documento Strategia Europa 2020, la strategia dell’Unione europea per la crescita e l’occupazione,è sottolineata laProspetto-nuclei-monoparentali riduzione delle condizioni di povertà per le famiglie composte da un solo genitore. Su un totale di 24.611.766 famiglie censite nel 2011 dall’ISTAT, quelle composte da madri o padri soli con figli sono 2.651.827 (rispettivamente il 13,1% e il 2,8% del totale dei nuclei). In aumento di oltre 550 mila unità rispetto alle 2.100.999 di un decennio prima.Da notare che, in generale, per la stragrande maggioranza dei nuclei monoparentali si tratta di donne sole con bambini: l’82,6% pari a 2.189.201.Finora, solo pochi enti locali hanno messo in campo sussidi e prestiti agevolati per i nuclei monogenitoriali: il Veneto, la Lombardia, l’Umbria, la Sicilia e alcuni comuni. E a Bolzano, esiste da vent’anni la Südtiroler Plattform für Alleinerziehende a sostegno dei genitori single, che spesso si ritrovano in una condizione economica difficile: secondo l’Istat infatti, nel 2012 il 9,1 per cento di loro risultava in povertà assoluta, con uno spaventoso aumento rispetto al 5,8 per cento dell’anno precedente.È necessario approntare misure di sostegno e interventi specifici volti a scongiurare situazioni di grave povertà e di disagio sociale, sempre più in aumento nel nostro Paese.